Chiara Carminati

in concorso con Fuori fuoco (Bompiani)

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Chiara Carminati è autrice di storie, poesie e testi teatrali per bambini e ragazzi. Conduce laboratori e promuove incontri di lettura in biblioteche, scuole e librerie. Specializzata in didattica della poesia, tiene corsi di aggiornamento per insegnanti e bibliotecari, in Italia e all’estero. Con i musicisti della Linea Armonica ha realizzato spettacoli di poesia e narrazione che intrecciano parole, musica e immagini. Tra i suoi libri L’estate dei segreti (Einaudi Ragazzi), Rime chiaroscure (con Bruno Tognolini) e Mare (Rizzoli), Parto (Panini),  L’ultima fuga di Bach (rueBallu) e i manuali Fare poesia (Mondadori) e Perlaparola. Bambini e ragazzi nelle stanze della poesia (Equilibri). Nel 2012 ha ricevuto il Premio Andersen come miglior autrice. Il suo sito è www.parolematte.it

Intervista all’autrice

Ti ricordi qual è stato il primo libro che hai letto?
Il primo che ho letto completamente da sola è stato un abbecedario in versi che si intitolava L’Alfabestiavideobeto (NdR: scritto da Giovanni Gandini e illustrato da Margherita Saccaro). Era divertente, strampalato e visionario. Ogni volta che lo rileggevo mi sembrava di scoprire nuovi misteri nascosti nelle sue rime. Mi sono rimaste scolpite nella memoria come formule magiche.

Perché e quando hai deciso di scrivere un libro per ragazzi?
Mi è sempre piaciuto raccontare storie e l’ho fatto in vari modi: con i racconti a voce alta, con il teatro e poi con i libri. Credo che i libri siano un modo per raggiungere più persone, e nello stesso tempo ogni libro è anche un oggetto che vive una vita propria, quando arriva nelle mani di un lettore. A volte vive avventure incredibili. Lo trovo molto interessante.

Ci sono degli autori o un autore in particolare che hanno influenzato il tuo lavoro di scrittrice?
Tutto quello che leggiamo con passione diventa un po’ parte di noi. È come quando mangiamo un cibo nutriente: lo assimiliamo e diventa parte dei nostri muscoli, della nostra carne. Così è con i libri più amati: diventa difficile riconoscerne le tracce, anche se ci sono di sicuro. Tra gli autori per ragazzi che ho letto mi piacciono molto Sharon Creech e Patricia MacLachlan. Ma Fuori fuoco deve molto alle storie vere, raccontate dai testimoni diretti vissuti durante la prima guerra mondiale.

Raccontaci in breve una giornata tipo di quando scrivi.
È condita con zucca e rosmarino, passeggiate, letture casuali e chiacchierate con gli amici. A volte parto con difficoltà, altri giorni invece mi sveglio con un’idea che chiama forte per essere seguita: ma in ogni caso ho bisogno di interrompermi spesso, per dare aria alle parole e spazio ai pensieri.

Cosa ti piacerebbe che pensassero i lettori una volta terminato il tuo libro?
Mi piacerebbe che avessero voglia di visitare i posti in cui è ambientato.
E che chiudendo l’ultima pagina rimanessero ancora un po’ con il pensiero in compagnia dei personaggi, giocando a inventare un futuro per loro.

Che cosa consiglieresti a un tuo lettore che volesse scrivere un libro?
Di lasciarsi incuriosire dai libri più disparati, assaggiando generi, autori e stili diversi, per trovare la propria voce.