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Vincitori

Libri in concorso

Maria Pia Ammirati, I cani portano via le donne sole (Empirìa)
Roberto Barbolini, Chiamala veglia (Aragno)
Vincenzo Cerami, Fantasmi (Einaudi)
Antonio Debenedetti, Un giovedì dopo le cinque (Rizzoli)
Danilo Donati, Coprilfuoco (Newton Compton)
Annalucia Lomunno, Rosa sospirosa (Piemme)
Paola Mastrocola, Palline di pane (Guanda)
Vincenzo Pardini, La terza scimmia (Quiritta)
Sergio Pent, Il custode del museo dei giocattoli (Mondatori)
Domenico Starnone, Via Gemito (Fetrinelli)
Turi Vasile, Giòn (Pironti)


Prima votazione
Casa Bellonci, 21 giugno


Debenedetti 59
Starnone 56
Mastrocola 53
Donati 47
Cerami 45


Seconda votazione
Villa Giulia, 6 luglio


Starnone 133
Cerami 111
Debenedetti 80
Donati 25
Mastrocola 21
 
 
Premio: lire 10.000.000
Votanti: 400



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Domenico Starnone
Via Gemito



Federico, in dialetto Federì, è un uomo che vive con furia la sua vita, senza possibilità di conciliazione. Insofferente verso ogni tipo di lavoro ma soprattutto verso il suo di ferroviere, sempre senza una lira, tormentato dalla responsabilità di una famiglia numerosa, ha un'unica certezza: sa di avere un destino da grande pittore. Ma più questo destino stenta a compiersi, più lui fa sfuriate, prende di petto Napoli, la sua città amata e detestata, travolge tutto e tutti nella fiumana di un dialetto urlato, esuberante che privilegia l'oscenità e la bestemmia. In cima alla lista dei nemici del suo genio, quest'uomo incoercibile, rissoso, che non vuol cadere nella vita oscura ma la reinventa continuamente, colloca la moglie, Rusinè, capro espiatorio dei suoi scontenti. Su di lei si scaricano tutte le smanie, un terremoto che attraversa gli anni, i decenni, e guasta gli affetti familiari, i legami di parentela, segna profondamente i figli, soprattutto il primogenito. È quest'ultimo a raccontare il padre ingombrante, prigioniero della sua stessa mente di artista fantasioso fino alla menzogna. Ma lo fa in modo non pacificato, testimone d'accusa, perso nella Napoli d'oggi fra le tracce di un'infanzia e di un'adolescenza affollata di quadri, colori, frenesie creative e delusioni, infelicità e allegria, verità e fraintendimenti.
 
Domenico Starnone (Napoli, 1943) ha fatto l’insegnante e il redattore delle pagine culturali del ‟Manifesto”. Oltre a opere narrative, ha scritto molti libri sulla vita scolastica (da cui sono stati tratti i film La scuola di Daniele Luchetti e Auguri, professore di Riccardo Milani). Con Feltrinelli ha pubblicato Ex cattedra (1985), Il salto con le aste(1989), Segni d’oro (1990), Fuori registro (1991), Eccesso di zelo (1993), Denti (1994, da cui Gabriele Salvatores ha tratto il film omonimo), Solo se interrogato. Appunti sulla maleducazione di un insegnante volenteroso (1995), La retta via. Otto storie di obiettivi mancati (1996), Via Gemito (2000), Labilità (2005) e Prima esecuzione (2007); con Einaudi, Spavento (2009) e Autobiografia erotica di Aristide Gambia (2011); con minimum fax, Fare scene. Una storia di cinema (2010). Ha inoltre introdotto, per i “Classici” Feltrinelli, Cuore (1993) di Edmondo De Amicis, Ultime lettere di Jacopo Ortis (1994) di Ugo Foscolo e Lord Jim (2002) di Joseph Conrad.