recensionirecensioni 2021

Noi

Paolo di Stefano
Noi
Bompiani

Proposto da
Luca Serianni
«Con Noi Paolo Di Stefano porta a compimento un percorso iniziato in molti dei suoi romanzi precedenti. Noi è insieme una saga familiare, che si estende dagli anni remoti della Seconda guerra mondiale fino al presente-futuro incarnato dall’ultimogenita Maria; uno spaccato di storia italiana vissuta dalla parte dei tanti emigranti dal Mezzogiorno al Nord e del riscatto da una condizione umile al benessere, culturale prima che economico; ma anche una creazione letteraria, scandita da una vicenda tragica, la morte del fratellino dell’autore, Claudio, nel 1967. Tutte queste componenti sono rappresentate con straordinaria efficacia e intensità nel corso del romanzo. La molteplicità dei personaggi via via si concentra nelle figure dominanti, a partire dal padre Vannuzzo, che diventa professore di lettere classiche in un liceo svizzero e che, fino agli ultimi anni, mantiene un saldo legame con il microcosmo di Avola (“Si ritorna sempre lì – commenta il narratore a p. 202 – al paese, tutto arriva sempre, ostinatamente, ad Avola. Anche nostro padre è partito da lì e alla fine è arrivato lì”) e col siciliano, l’idioletto della spontaneità familiare. Ma su tutte spicca la voce di Claudio: una voce, questa volta ideale e fantastica, che accompagna il corso dell’intera vicenda, prima e dopo la morte del bambino, e che è affidata a inserti poetici stampati in rosso, “macchie sanguigne” che alludono, come ha notato un critico, alla leucemia che ne determinerà la fine ad appena cinque anni. È una voce – ha scritto Clelia Martignoni – che si articola in vari registri, ora è affabulante, ora straziata, ma è pure “giocosa da filastrocca-nonsense”.
Ritengo Noi un romanzo di grande spessore, per la capacità di rappresentare con originalità situazioni e personaggi e per la matura duttilità della tenuta espressiva.
Sono lieto di presentarne la candidatura al Premio Strega».