Federico Bonadonna e Pierluca Pucci Poppi
1973, Rock’n’roll, nazisti e Monty Python
Round Robin Editrice

Presentato da
Umberto Croppi

«Il romanzo ucronico 1973, Rock’n’roll, nazisti e Monty Python di Federico Bonadonna e Pierluca Pucci Poppi (Round Robin), si apre nel dicembre del 1973 con i funerali di Mussolini. Si capisce fin da subito che la seconda guerra mondiale non è mai scoppiata. In questo romanzo la storia ha preso un’altra direzione, a partire dalla Notte dei lunghi coltelli nel 1934, quando Hitler, in omaggio alle forze armate, fece piazza pulita delle socialisteggianti camicie brune di Röhm che lo avevano portato al potere. Ma le cose sarebbero potute andare diversamente. In questo 1973 alternativo, il führer del Reich è Ernst Röhm, che però ha un problema: la cineasta Leni Riefenstahl, ha trafugato da Berlino una pellicola pericolosissima per il regime e l’ha portata a Londra dai suoi amici Monty Python.
Il romanzo si sviluppa fra Roma, Beirut, Berlino, Londra e Mosca, dove i servizi segreti di diversi Paesi ricercano questo misterioso film di cui non sanno granché. Sullo sfondo storico delle vicende ci sono le guerre di decolonizzazione in Etiopia, Vietnam, India, Algeria e Palestina.
Bonadonna e Pucci Poppi, non si accontentano però di partire da uno scarto storico e poi descriverne a grandi linee le conseguenze. Scendono nei particolari popolando il loro libro di personaggi reali (da David Bowie a Andy Warhol, da Amanda Lear a Simone de Beauvoir, da Bob Marley a Martin Heidegger), che somigliano per carattere e disposizione a quel che sono stati davvero, ma che quella torsione della storia colloca in posizioni diverse, però credibili, possibili.
Tutte le citazioni messe in bocca ai personaggi storici sono frasi che davvero hanno detto in alcune occasioni, come il “Veritiero Addendum” in fondo al libro documenta e comprova. Proprio quella somiglianza nella differenza è l’aspetto sottilmente inquietante del gioco, il sottotesto per nulla ludico che interroga sia sul senso della storia che sui caratteri essenziali del presente in rapporto con il passato.»