{"id":7400,"date":"2020-02-05T13:40:46","date_gmt":"2020-02-05T12:40:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.premiostrega.it\/PSR\/?p=7400"},"modified":"2020-02-17T11:24:43","modified_gmt":"2020-02-17T10:24:43","slug":"anna-vivarelli-interviste-agli-autori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.premiostrega.it\/PSR\/anna-vivarelli-interviste-agli-autori\/","title":{"rendered":"Anna Vivarelli. Interviste agli autori"},"content":{"rendered":"<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-7424 size-full\" src=\"https:\/\/www.premiostrega.it\/PSR\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/vivarelli-intervista.jpg\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"853\" data-attachment=\"7398\" srcset=\"https:\/\/www.premiostrega.it\/PSR\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/vivarelli-intervista.jpg 1280w, https:\/\/www.premiostrega.it\/PSR\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/vivarelli-intervista-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.premiostrega.it\/PSR\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/vivarelli-intervista-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.premiostrega.it\/PSR\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/vivarelli-intervista-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.premiostrega.it\/PSR\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/vivarelli-intervista-450x300.jpg 450w, https:\/\/www.premiostrega.it\/PSR\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/vivarelli-intervista-360x240.jpg 360w, https:\/\/www.premiostrega.it\/PSR\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/vivarelli-intervista-750x500.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/p>\n<p><strong>Ti ricordi qual \u00e8 stato il primo libro che hai letto?<\/strong><br \/>\nNon so sia stato davvero il primo, ma sicuramente \u00e8 uno dei primi: <em>Violetta la timida<\/em>, di Giana Anguissola. Una storia divertente, che parlava di quotidianit\u00e0. Era il primo romanzo che ho letto scritto da un\u2019autrice vivente, e dunque senza crinoline n\u00e9 carrozze e soprattutto con una scrittura contemporanea, con una protagonista che aveva la mia et\u00e0 e in cui potevo riconoscermi. Me lo regal\u00f2 mio padre, e lo possiedo ancora, con la sua dedica.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 e quando hai deciso di scrivere un libro per ragazzi?<\/strong><br \/>\nIl mio primo libro per ragazzi risale al 1994: un romanzo a quattro mani per Einaudi Ragazzi dal titolo <em>Uomo nero, verde, blu<\/em>, poi ripubblicato da Interlinea. Un\u2019avventura in cui mi ha trascinata Guido Quarzo e che pensavo fosse soltanto una breve fase della mia vita professionale. Scrivevo gi\u00e0, soprattutto teatro per gli adulti, e anzi, vivevo di scrittura (quella pubblicitaria), ma il mondo della letteratura per ragazzi non lo frequentavo se non in modo casuale. Ho scoperto subito che si trattava invece di un universo in cui mi sentivo a mio agio, e non ne sono pi\u00f9 uscita.<\/p>\n<p><strong>Ci sono degli autori o un autore in particolare che hanno influenzato il tuo lavoro di scrittore?<\/strong><br \/>\nCredo che mi abbia influenzato ogni libro che ho letto, perfino quelli che non mi sono piaciuti, ma ovviamente non leggo per questo motivo: leggo perch\u00e9 non potrei farne a meno, perch\u00e9 anche se scrivo da quando ero ragazza, leggo da ancora prima, e la lettura mi appaga totalmente. Cerco di leggere libri che non sarei in grado di scrivere, libri inarrivabili per me come autrice ma non come lettrice. I miei gusti sono cambiati, nel tempo. E dunque \u00e8 cambiato anche il mio modo di scrivere e di affrontare le storie.<\/p>\n<p><strong>Raccontaci in breve una giornata tipo di quando scrivi.<\/strong><br \/>\nNon sono tipo da grandi illuminazioni, ma sono abitudinaria, diligente fino alla pignoleria. Dunque passo molto tempo davanti alla tastiera, cercando di limitare al minimo le interruzioni. Non sempre le ore sono produttive: spesso riesco solo a cancellare o a correggere, ma la scrittura \u00e8 anche questo. A volte, anzi, penso sia soprattutto questo.<\/p>\n<p><strong>Cosa ti piacerebbe che pensassero i lettori una volta terminato il tuo libro?<\/strong><br \/>\nMi piacerebbe che i miei lettori provassero un piccolo rimpianto per la storia che \u00e8 appena finita, e il desiderio di iniziarne un\u2019altra. Non credo alla letteratura come strumento di un\u2019idea, di un messaggio, di una visione del mondo, ma credo alle storie come aperture a mondi, relazioni, persone diversi da quelli che viviamo ogni giorno. Se la storia funziona, uscirne crea rimpianto.<\/p>\n<p><strong>Che cosa consiglieresti a un tuo lettore che volesse scrivere un libro?<\/strong><br \/>\nDi leggere molto, senza finalizzare la lettura alla creazione di un proprio stile, ma assaporandola con curiosit\u00e0, godendo della buona scrittura, scegliendo autori che usano stili e generi diversi. Gli consiglierei anche di non cedere alle mode letterarie, e di non essere pigro: la prima stesura di una pagina non pu\u00f2 essere l\u2019ultima.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe title=\"Intervista agli autori: Guido Quarzo e Anna Vivarelli. 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