recensioni

Domani, chiameranno domani

Andrea Salonia
Domani, chiameranno domani
Mondadori Electa

Proposto da
Rosellina Archinto

«Un romanzo intenso che mi ha colpito per la sua scrittura densa e piena di pathos. Un romanzo in cui l’acciaieria fa da sfondo ad un groviglio di sentimenti analizzati spietatamente. Un ritmo incalzante. L’ingegnere Augusto C. è uomo metodico, rigoroso,
arido di parole, è pugliese di Manduria, famosa per il suo vino rosso, il Primitivo, tramandato nei secoli a partire dagli antichi Messapi. È stato il direttore della più grande fabbrica italiana di acciaio. Accusato di disastro ambientale, è agli arresti domiciliari in attesa della sentenza definitiva. Mi ha colpito la capacità di descrivere i giorni che si susseguono tutti uguali. Vive chiuso nei centotrentasette metri quadrati della sua casa, claustrofobicamente, stagione dopo stagione. Il mare è una presenza. A poco a poco perde i suoi sensi; prima l’olfatto, il gusto, quindi il tatto, poi l’udito e infine la vista. Al suo fianco l’affetto della moglie in primo luogo, donna forte amante della cucina, di quella loro terra dove arriva anche il salmastro del mare. Impara a preparare le pietanze insieme; racconta la sua vicenda di uomo, dal padre contadino e infermiere, libero nell’animo in sella alla sua Bianchi; racconta del periodo di lavoro in Giappone, dei suoi figli Lorenzo e Gaetano, di quanto fossero diversi, della madre e della sua faccia da radice; racconta dell’acciaio e della gente della fabbrica che per tanti anni era stata la sua vita intera.»