Costanza DiQuattro
Giuditta e il monsù
Baldini+Castoldi

Presentato da
Franco Di Mare

«Giuditta e il monsù è un romanzo corale e introspettivo che racconta di un amore impossibile in una Sicilia bruciata dal caldo e dalle passioni.
Decadenza e futuro si incontrano e scontrano nella verità di un libro tenero e crudele al contempo.
È una fotografia non troppo ingiallita di una certa nobiltà siciliana, ancorata a rigide tradizioni e dilaniata da scomode verità. È una storia dentro la storia in cui l’amore diventa un pretesto capace di raccontare l’ineluttabilità del destino. Con una scrittura che sembra aderire più ad una sceneggiatura da nouvelle vague francese, tra Truffaut e Bunuel, Costanza DiQuattro usa la penna come se fosse una macchina da presa che sfonda le quinte teatrali e arriva, attraverso una potentissima vis teatrale, a fare vivere al lettore ambienti, odori, emozioni e sentimenti attraverso un linguaggio unico e singolare. C’è tutto dentro la scrittura di DiQuattro; c’è la musicalità di un dialetto arabo e greco, francese e spagnolo fatto di accenti forti e di lunghe distese, di dialoghi serrati e intime riflessioni in cui poesia e prosa sembrano confondersi e cedersi il passo continuamente. C’è il cinema dei campi larghi dei fratelli Taviani e quello della folla perfettamente sincronizzata di Tornatore. C’è il teatro, tanto teatro, di quello popolare che unisce, in un’unica campata, Scarpetta e Pirandello. Un continuo susseguirsi di colpi di scena che la sapiente “drammaturgia” del romanzo rivela pagina dopo pagina fino a un finale inaspettato ed epico, degno di un epilogo da tragedia greca.»