recensionirecensioni 2020

Gli anni incompiuti

Francesco Falconi
Gli anni incompiuti
La Corte Editore

Proposto da
Alessandro Perissinotto

«Se la vicenda di questo libro fosse ambientata ai nostri giorni, forse (ma sottolineo “forse”) questa storia non avrebbe ragione di essere scritta, se gli “anni” citati nel titolo fossero i nostri anni stabilmente ancorati al terzo millennio, forse quegli stessi anni non sarebbero “incompiuti”, se i due protagonisti del libro fossero i ragazzi che vedo ogni giorno in università, sicuramente non proporrei alla giuria del più importante premio letterario italiano la candidatura di questo romanzo che, in fondo, non contiene altro che una semplice storia d’amore impossibile, una delle tante. Ma sono gli anni, è il periodo ad obbligarci a guardare con attenzione alla vicenda di Marco e di Aurora, alla loro formazione, all’amore totale di lei per lui e a quello incerto, dubbioso di lui per lei. Già, perché Marco, pur avvertendo la forza di ciò che lo lega ad Aurora, sente che il suo desiderio, quello che oltre al cervello e al cuore coinvolge anche il corpo, si muove in un’altra direzione, è agitato dalle forme degli uomini. Ed eccola la banalità in agguato, una banalità che sarebbe tale oggi e che forse, pur con qualche sapore di scandalo, sarebbe stata tale anche ai tempi di Paul Verlaine o di Oscar Wilde; ma negli anni Ottanta no, negli anni incompiuti no. Gli anni Ottanta, quelli nei quali è ambientato il romanzo, sono anni di passaggio anche per il concetto di omosessualità, sono la transizione tra uno stigma sociale che va indebolendosi e un riconoscimento del diritto ad amare che ancora tarda a concretizzarsi. La storia di Marco e Aurora, pur non cessando di essere una tra le tante e una come tante, ci costringe a guardare a quel magma apparentemente informe che sono gli anni ’80, così diversi dagli entusiastici anni ’60, o dai cupi ’70, ci obbliga a guardare con il gusto della riscoperta a un periodo nel quale, almeno fino alla caduta del muro di Berlino, sembra non sia accaduto nulla e invece… Gli anni incompiuti di Francesco Falconi è fatto di semplicità, di linguaggio immediato, ma anche qui l’occhio attento saprà cogliere, sotto la superficie di un testo che pare quasi pensato per un pubblico giovanile, la cura di una scrittura mimetica, aderente alla fisionomia dei personaggi e, proprio per questo, mai banale.»