recensionirecensioni 2021

Il dannato caso del Signor Emme

Massimo Roscia
Il dannato caso del Signor Emme
Exòrma

Proposto da
Umberto Croppi
«Vorrei accompagnare la mia scelta, con qualche aggettivo necessario sull’opera: ironica, disincantata, trasgressiva, divertente, colta. In questo romanzo fuori dagli schemi mi sono lasciato affascinare da un funambolico lavoro narrativo alle prese con il tema della damnatio memoriae. Al seguito di una sconclusionata famigliola in missione, di una giornalista votata alle cause perse con i suoi due figli gemelli (uno sapiente, l’altro un po’ tonto ma geniale), lo zio Giordano (arso vivo a Campo de’ Fiori) e una misteriosa scatola nera, ho attraversato un’Europa frantumata e divisa dalle frontiere, trascinato in un tempo paradossale, tra un passato remoto e un futuro indefinito, che invita a ridefinire le coordinate del presente. Pensavo di essere in una sorta di allegoria fantastica, una stravagante avventura, e mi sono ritrovato piacevolmente implicato nelle maglie di un fedele resoconto biografico.
Il motivo del viaggio è indagare su testi e documenti che dovrebbero portare alla riabilitazione del Signor Emme presso la Congregazione dell’Indice delle vite cancellate e delle opere proibite. Il fantomatico personaggio è Paolo Monelli.
Grazie all’abile lavoro di ricerca documentale condotto da Massimo Roscia, riscopriamo un
personaggio ingiustamente trascurato della nostra letteratura e del giornalismo del Novecento. Ma la cifra di Roscia è gustosa e spiazzante perché gioca sapientemente e con grande divertimento (anche nostro) con la storia e la letteratura, intrecciando citazioni, mescolando il vero e il falso. E poi, come non candidare questo libro sapendo che Paolo Monelli era alla prima riunione degli Amici della domenica nella casa romana di Maria Bellonci, insieme a sua moglie Palma Bucarelli, a Massimo Bontempelli, Guido Piovene, Alberto Savinio e ai molti altri intellettuali che in quell’Italia del dopoguerra davano vita al Premio Strega.»