recensionirecensioni 2020

La temeraria

Marina Valensise
La temeraria. Luciana Frassati Gawronska, un romanzo del Novecento
Marsilio

Proposto da
Eva Cantarella

«Il libro di Marina Valensise La temeraria, Luciana Frassati Gawronska, un romanzo del Novecento traccia la biografia di una persona realmente vissuta, la cui vita consente all’autrice di illustrare aspetti e momenti della vita italiana del XX secolo.
La donna di cui si tratta è Luciana Frassati Gawronska, nata dal matrimonio di Alfredo Fossati, fondatore della Stampa e senatore del Regno (liberale e progressista, anche se politicamente conservatore e notevolmente antifemminista) con Adelaide Ametis, discendente da un’aristocratica famiglia piemontese, di temperamento artistico, anticonformista, spregiudicata, naturaliter femminista (ben presto delusa dal marito, del quale molto giovane si era infatuata).
A fare conoscere Luciana ai lettori è un primo capitolo che descrive l’infanzia sua e dell’adorato fratello minore Pier Giorgio, l’educazione rigidissima impartita in famiglia, le tensioni sotterranee tra i genitori percepite sia da lei sia dal fratello, il difficile e complesso rapporto con la madre, che resterà problematico per tutta la vita, e l’influenza di tutto questo sulla sua personalità: una sorta di breve romanzo di formazione, seguito dal racconto della vita adulta di Luciana, ricostruita dall’autrice grazie alla consultazione di una serie di documenti d’archivio messi a disposizione dalla famiglia Gawronski, che una scrittura dettagliata e sapiente inserisce nel contesto sociale e politico della seconda metà del Novecento, illuminandone inediti e interessanti dettagli.
La Temeraria racconta la storia di una donna inconsueta, certamente contraddittoria ma in alcuni aspetti esemplare, la cui storia stimola a ragionare su una serie di temi quali, tra gli altri, l’importanza di un’educazione che superi gli stereotipi della differenza di genere, il conflitto tra la tradizione borghese e l’emancipazione femminile, e quello tuttora irrisolto fra le donne e il potere. E lo fa con una scrittura piacevole, scorrevole e sapiente che unita alle ragioni di cui sopra mi ha indotta a candidarlo al premio Strega.»