recensionirecensioni 2021

Memorie di un dittatore

Paolo Zardi
Memorie di un dittatore
Perrone

Proposto da
Paolo Di Paolo
«Come Napoleone, un uomo che ha perso il potere riflette su sé stesso, confinato su un’isola. Diventato dittatore di “quel ridicolo Stato” che è l’Italia, una volta resosi conto che “la democrazia non è obbligatoria”, è riuscito a dimostrarlo nell’arco di un decennio. Venendo tutto sommato dal niente, “marginale tra i marginali”, uomo senza qualità capace però di assecondare il ventre del popolo e i suoi incubi, i suoi deliri, le sue paranoie. Ha capito che bastava “salire in groppa a questa furia, e cavalcarla, guidarla, e dirigerla finalmente verso la sua più piena realizzazione”.
Paolo Zardi, la cui voce di narratore, singolare, straniata, risulta sempre più riconoscibile e letterariamente convincente, ha scritto – dopo XXI secolo (2015) – un nuovo, potente romanzo politico. In Memorie di un dittatore (Perrone), che propongo con piacere e convinzione agli Amici della domenica, dà forma a una spiazzante meditazione sul potere – il potere che si desidera e che si conquista, si ottiene talvolta senza nemmeno usare violenza: semplicemente prendendo atto delle conseguenze, assecondando la piega degli eventi. Con meschina ambiguità, senza lo sforzo di diventare altro da ciò che si è. “Il più scalcagnato, il meno presentabile, il politico più inverosimile”. Il più disprezzato. Attraverso una confessione fluviale, affidata a una voce sorniona, sibillina, priva di rimorsi (nemmeno rispetto alla guerra dichiarata al Congo!), elaborata con grande controllo stilistico, Zardi addomestica la distopia, traveste da satira un romanzo serissimo e perturbante sull’eterna attesa di un popolo radunato sotto a un balcone. E su come l’uomo che infine si affaccia, per paradosso, incarni al meglio il peggio dei suoi sudditi.»