recensionirecensioni 2021

Odio

Daniele Rielli
Odio
Mondadori

Proposto da
Antonio Monda
«Ritengo che Odio sia uno dei libri italiani più interessanti, appassionanti e coraggiosi degli ultimi anni. Sono ammirato dalla lucidità e la passione con cui Daniele Rielli prende spunto dalla teoria del capro espiatorio di Rene Girard per raccontare una vicenda distopica solo in apparenza. E ammiro il modo – originale e profondo – in cui racconta i suoi protagonisti, uomini e donne che non hanno raggiunto i quaranta anni. Il suo approccio è umanista: anche di fronte alle situazioni più gravi e inquietanti, Rielli non giudica, ma cerca di capire la psicologia e le azioni di ognuno dei suoi personaggi, che si muovono in una Roma la cui incommensurabile bellezza è di sfondo a un mondo dove il fascino della storia si mescola con l’avvento di novità tecnologiche e sociologiche. Odio è un libro che racconta con grande acume il tempo in cui viviamo, riflettendo parallelamente su temi eterni: il protagonista Marco De Santis conquista la notorietà grazie al fatto di esser stato accusato ingiustamente di omicidio e poi, dopo esperienze a Bologna e Berlino, fonda una potentissima società che conosce i data di milioni di persone e si occupa di indagini predittive. Come accade ai nostri giorni, il confine tra fama e infamia è quasi annullato, il culto dell’apparenza prevale costantemente sulla sostanza, così come il dominare delle passioni più viscerali e nefaste. È un mondo nel quale la grazia sembra soccombere alla rivalsa e la vendetta allo sfogo di frustrazioni che nascono spesso da ingiustizie subite. “Gli esseri umani non si accordano mai se non a spese di una vittima”, spiega Girard: partendo da questo dolente assunto, Rielli racconta una serie di personaggi che si illudono di eliminare il mistero e l’imprevisto. Si tratta di un mondo immaginario, ma tragicamente simile al nostro, descritto da un autore che ha l’abilità e l’intelligenza del sicuro narratore e il coraggio e il talento di chi sa rischiare.»