recensionirecensioni 2021

Tredici lune

Alessandro Gazoia
Tredici lune
Nottetempo

Proposto da
Gaia Manzini
«“Ci baciamo per scambiarci la nostra aria per respirare insieme. Per cospirare, perché un amore un legame è una cospirazione, qualcosa che ci unisce e accorda e separa dal resto.” Ma anche un libro è una cospirazione: nasce da una sola persona, una cospirazione solitaria, poi si allarga a due persone, arriva a chi ci crede e intende sostenerlo, quindi continua a crescere fin quando giunge in libreria e ogni lettore lo consiglia a due amici, infettandoli. Ogni libro è una storia d’amore, l’unico contagio auspicabile per chi ama la letteratura. Alessandro Gazoia nel suo Tredici lune racconta di un editor, della sua vita personale e del suo lavoro ai tempi della pandemia, trovando una voce esatta e naturale: quella di un uomo di cultura che si ritrova a soppesare il senso delle parole e della propria quotidianità. La pandemia e le sue conseguenze assumono qui un’importanza peculiare perché non fanno che estremizzare le caratteristiche specifiche del lavoro intellettuale: l’isolamento necessario, la distanza dalle persone con le quali si lavora, il bastare a sé stessi perché forti di un’appartenenza che non dipende dal luogo nel quale si vive, ma da un luogo ideale fatto di parole. Con la differenza fondamentale che solo pochi mesi fa quell’isolamento era violabile, la distanza dal mondo si poteva accorciare quando se ne aveva necessità. Il protagonista di questo libro si arma di binocolo e guarda le persone per strada. È il bisogno degli altri che si traduce nel bisogno di immaginare le loro esistenze. Ancora una volta nel bisogno insopprimibile di storie: cospirazioni che ci salvano la vita.
Sulla base di queste riflessioni, propongo agli Amici della domenica la candidatura di Tredici lune di Alessandro Gazoia, edito da nottetempo, al LXXV premio Strega.»