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Katherine Rundell

immagine per Katherine Rundell In concorso con:
Capriole sotto il temporale, Rizzoli

Nata nel 1987, è cresciuta tra l’Africa e l’Europa, ha vinto una borsa di studio all’All Souls College di Oxford. I suoi romanzi hanno ottenuto prestigiosi premi. Con Rizzoli ha pubblicato Sophie sui tetti di Parigi (Waterstones Children’s Book Prize 2014), La ragazza dei lupi (Premio Andersen 2017) e Il Natale di Teo. Capriole sotto il temporale, suo romanzo d’esordio nel 2011, è ambientato in Zimbabwe, la terra dove è cresciuta correndo senza scarpe e arrampicandosi sugli alberi.

Intervista all’autrice

Ti ricordi qual è stato il primo libro che hai letto?
Il primo libro che ho letto probabilmente è stato uno di quei libri terribili “imparare leggendo”, era la storia di un cane e una palla. Mi ricordo però il primo libro che ho amato: What Katy Did di Susan Coolidge – è stato pubblicato in America nel 1872, ma è ancora assolutamente attuale, emozionante e adorabile.

Perché e quando hai deciso di scrivere un libro per ragazzi?
Ho sempre voluto scrivere, da quando ho capito che i libri non nascono da soli, non spuntano dalla terra. Ho deciso di scrivere per i bambini perché penso siano il pubblico più sbalorditivo: prendono i libri che amano con tutto il cuore e li portano per sempre sulla pelle.

Ci sono degli autori o un autore in particolare che hanno influenzato il tuo lavoro di scrittrice?
Mi viene in mente La bussola d’oro di Philip Pullman, perché mostra quanto possono essere ricchi, autentici e magici i libri per bambini, mi spinge a mettercela tutta ogni giorno.

Raccontaci in breve una giornata tipo di quando scrivi.
Tendo a svegliarmi presto – quando insegnavo ad Oxford, solitamente mi svegliavo alle 4, ma grazie a Dio non devo farlo più! – e provo a scrivere più o meno 1000 parole prima di pranzo, e le rivedo dopo – ma scrivo ovunque io sia: treni, aerei, bar. Se non sono alla mia scrivania prendo appunti sulle mani, così a fine giornata sul mio polso si legge «Fucile? Testuggine!! *parole illeggibili*»

Cosa ti piacerebbe che pensassero i lettori una volta terminato il tuo libro?
Vorrei che pensassero che il mondo che conoscono è un po’ più grande di com’era prima di iniziare il libro.

Che cosa consiglieresti a un tuo lettore che volesse scrivere un libro?
Ripeterò l’unico buon consiglio che mi è stato dato: vai avanti. Non saprai cosa hai scritto fino a quando non l’hai finito: devi arrivare alla fine per iniziare davvero.

Pierdomenico Baccalario
Pierdomenico Baccalario
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