Luca Doninelli e Guido Sgardoli vincono la quarta edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi

Sono Luca Doninelli e Guido Sgardoli i vincitori della quarta edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi. Giunto alla quarta edizione, il premio è promosso da Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e Strega Alberti Benevento – organizzatori del Premio Strega – con il Centro per il libro e la lettura, istituto autonomo del MiBAC nato nel 2007 con il compito di divulgare in Italia la cultura del libro e della lettura, e con BolognaFiere-Bologna Children’s Book Fair, il maggior evento fieristico di settore a livello internazionale, in collaborazione con BPER Banca. La cerimonia di proclamazione si è svolta oggi pomeriggio alla Fiera del libro per ragazzi di Bologna, Caffè degli Illustratori.

Luca Doninelli con Tre casi per l’investigatore Wickson Alieni (Bompiani) per la categoria +6, rivolta alla fascia di lettori dai 6 ai 10 anni, con 16 voti (su 40 espressi) e Guido Sgardoli con The Stone. La settima pietra (Piemme) per la categoria +11, rivolta alla fascia dagli 11 ai 15 anni, con 150 voti (su 474), sono stati i libri più votati da una giuria composta da lettrici e lettori fra i 6 e i 15 anni di età. 

Premiata anche Anna Becchi per la traduzione del libro finalista Come ho scritto un libro per caso di Annet Huizing (La Nuova Frontiera Junior), scelta dal Comitato scientifico del premio, presieduto da Giovanni Solimine, presidente della Fondazione Bellonci, e composto da Flavia Cristiano (Centro per il libro e la lettura), Fabio Geda (scrittore), Nicoletta Gramantieri (Biblioteca Salaborsa Ragazzi, Bologna), Laura Giaretta (Scuola elementare Marco Polo, Rosà), Martino Negri (Università degli Studi di Milano-Bicocca), Elena Pasoli (Bologna Children’s Book Fair) e Paola Saoncella (Libreria Biblion, Granarolo).

Nato con lo scopo di andare alle radici della passione per la lettura promuovendone l’alto valore formativo e culturale, il Premio Strega Ragazze e Ragazzi coinvolge, nell’assegnazione del riconoscimento, gli studenti provenienti da 110 scuole e biblioteche in Italia e all’estero. Tutte le votazioni sono avvenute elettronicamente attraverso il sito del Premio Strega: per la categoria +6 sono state le maestre, una per classe, a esprimere le preferenze dei loro giovanissimi lettori, mentre per quella +11 hanno votato singolarmente i ragazzi. 

Durante la cerimonia di premiazione, condotta dalla scrittrice e giornalista di Radio 3 Loredana Lipperini, sono intervenuti, con Giovanni Solimine, Gianpiero Calzolari (Presidente BolognaFiere), Marilena Pillati (Vice Sindaco Comune di Bologna), Giuseppe D’Avino (Presidente Strega Alberti Benevento), Romano Montroni (Presidente Centro per il libro e la lettura), Gian Enrico Venturini (Vice Direttore Generale BPER Banca).

Luca Doninelli e Guido Sgardoli incontreranno i loro giovani lettori al Salone Internazionale del libro di Torino il prossimo giovedì 9 maggio.

Anche quest’anno BPER Banca ha messo a disposizione due riconoscimenti speciali nell’ambito del progetto “La Banca che sa leggere”, con l’intento di stimolare il giudizio critico di una generazione che anche sulla cultura dovrà costruire il proprio percorso futuro. L’Istituto ha assegnato un premio in denaro per la migliore attività di lettura alla Scuola Primaria Alberto Manzi Istituto Comprensivo Via Val Maggia (Roma), della giuria +6, e all’alunna Giulia Travaglini, della Scuola secondaria di primo grado Rolandino de’ Passeggeri (Bologna), componente della giuria +11, per la migliore recensione. 

Il Video premiato

La recensione premiata

 “The Stone. La settima pietra”
Giulia Travaglini
Istituto Comprensivo Rolandino De’ Passeggeri, Bologna

Ho letto da qualche parte che un libro può essere un coltello e noi lettori il burro in cui la lama affonda: il libro cioè può modificare profondamente il nostro modo di essere così da separare il prima e il dopo la lettura. The Stone. La settima pietra è stato per me una lunga e spessa spada che ha trapassato il mio corpo da parte a parte.
Siamo a Levermoir, un’isola al largo dell’Irlanda, dove la vita sembra scorrere con il suo ritmo lento e regolare all’interno di un piccolo mondo a sé. Liam è un ragazzo di tredici anni che ha subito da poco la morte della madre, a cui era molto legato. Vive con un padre che si allontana da lui e si rifugia nell’alcool per affrontare il dolore; anche il ragazzo cerca delle vie di fuga: frequenta poco la scuola, gironzola per l’isola, inizia a fumare come per ribellarsi alla situazione in cui si trova. Tuttavia la tranquillità quotidiana viene sconvolta da una serie di eventi macabri, apparentemente senza spiegazione. Finché Liam li mette in relazione al ritrovamento di misteriose pietre che poi capisce essere frammenti di un’unica. A questo punto coinvolge i suoi amici più cari nell’indagine e, insieme, si addentreranno negli oscuri segreti dell’isola.

I personaggi della storia sono una miriade: attorno ai protagonisti si muovono infatti gli abitanti dell’isola, tutti ben caratterizzati e costruiti. Il punto di vista della narrazione cambia nel corso del libro: le parti in cui la voce narrante è quella di Liam mi hanno permesso di cogliere l’essenza del protagonista che ho conosciuto come un ragazzo reale; infatti durante la lettura, mi è sembrato di sentire la sua voce, vedere il suo volto.
Invece, nella parte del libro in cui la voce narrante è esterna, lo scrittore è riuscito, a parer mio, a intrecciare i fatti in modo da creare un tessuto molto articolato che ha catturato la mia attenzione.
Dapprima il tema centrale sembra essere l’indagine, in realtà nel corso della storia diventano importanti altri aspetti: l’amicizia, il senso della famiglia, la diversa sensibilità delle persone nell’affrontare le situazioni. Questi ultimi sono quelli che ho apprezzato di più e che mi hanno indotto a lunghe riflessioni.

L’isola irlandese si presta molto a fare da sfondo alla narrazione di fatti leggendari e misteriosi soprattutto per la condizione di piccolo mondo appartato e separato.
Inoltre, il libro è reso unico da una serie di vocaboli in lingua gaelica inseriti nei dialoghi che calano il lettore nell’atmosfera irlandese.
Per concludere, ritornando alla metafora (non mia!) del coltello, mi sono chiesta in che cosa la lettura mi abbia modificato: forse si tratta dell’incontro con un modo di pensare totalmente diverso dal mio con cui mi sono confrontata, quello di Liam. Il ragazzo, infatti, diversamente da me, è ribelle, talmente determinato da rischiare la vita a costo di raggiungere i suoi obiettivi, è coraggioso ma non nel senso che non ha paura, anzi è molto spaventato da quello che sta succedendo attorno a lui ma nonostante questo riesce ad andare avanti. Leggere The Stone è stato come fare una nuova conoscenza, che quindi mi ha arricchito molto.
Consiglio il libro a tutti, appassionati di thriller/fantasy e non, perché come dicevo prima il mistero è solo apparentemente il tema principale della storia; infatti anch’io, pur non amante del genere, sono rimasta folgorata dal racconto.