Susie Morgenstern. Interviste agli autori

Ti ricordi qual è stato il primo libro che hai letto?
Sono sempre stata una lettrice vorace. Il mio primo ricordo è legato a David Copperfield di Charles Dickens. L’ho letto in classe sotto il banco, in quarta elementare (invece di ascoltare le lezioni!) e l’insegnante mi ha beccato perché piangevo mentre leggevo. E mi ha punita!

Perché e quando hai deciso di scrivere un libro per ragazzi?
Ho sempre scritto. Ho iniziato a scrivere il mio diario quando avevo sette anni e continuo ancora oggi. Ho scritto poesie e storie. Ho amato Piccole Donne di Louisa May Alcott e volevo essere come l’eroina Jo del libro. Quando sono diventata mamma, ho deciso di scrivere libri per ragazzi perché le avventure quotidiane dei miei bambini mi ispiravano. Tutte le mie idee venivano dal loro mondo.

Ci sono degli autori o un autore in particolare che hanno influenzato il tuo lavoro di scrittore?
La mia più grande ispirazione è William Shakespeare, ha vissuto tantissimo tempo fa. Non credo che qualcuno possa capire così tanto degli essere umani. Nell’universo dei libri per ragazzi l’autrice che più influenza il mio lavoro è Astrid Lindgren (Pippi Calzelunghe). Nella mia personale vita da adulta amo Philip Roth che è morto prima che potessi incontrarlo.

Raccontaci in breve una giornata tipo di quando scrivi.
Mi sveglio presto e mi sento come Tarzan nella giungla delle mie idee. Mi siedo e scrivo tutto il giorno. Visto che il mio ufficio è in cucina, mangio qualcosa dopo ogni pagina. Insegnavo all’università di Nizza, ora trascorro tutto il mio tempo a scrivere. Qualche volta esco per andare ad un appuntamento con il dottore o in palestra e per me è drammatico. Quello che amo è solo stare a casa e scrivere, scrivere, scrivere.

Cosa ti piacerebbe che pensassero i lettori una volta terminato il tuo libro?
Spero si sentano arricchiti e abbiano un grande sorriso sulle labbra. E che abbiano voglia di leggere un altro libro scritto da me. O scritto da altri. Vorrei che i ragazzi amassero leggere… proprio come me!

Che cosa consiglieresti a un tuo lettore che volesse scrivere un libro?
Il motto sulla mia scrivania è “FALLO!”. Buttati e inizia. È come camminare: un passo dopo l’altro, una parola dopo l’altra.