Tullio De Mauro

Questa mattina, 5 gennaio, ci ha lasciati Tullio De Mauro, presidente della Fondazione Bellonci e del Comitato direttivo del Premio Strega. È stato uno studioso di livello internazionale, autore di saggi fondamentali sulle strutture del linguaggio e sulla storia linguistica degli italiani, oltre che un maestro appassionato per generazioni di studenti universitari. Nelle diverse funzioni assunte lungo una vita straordinariamente operosa – è stato Assessore alla cultura della Regione Lazio, Presidente dell’Istituzione delle Biblioteche di Roma, infine Ministro dell’Istruzione, per ricordare solo i suoi incarichi pubblici – non ha mai fatto mancare il suo impegno per la diffusione della cultura come strumento di partecipazione alla vita civile. In questi ultimi anni dedicati alla Fondazione Bellonci – di cui è stato direttore dal 2007 e presidente dal 2013 – ha curato la realizzazione del Primo tesoro della lingua letteraria italiana nel Novecento, leggendo nelle pagine degli autori concorrenti allo Strega i cambiamenti linguistici, sociali e culturali del Paese, e ha promosso l’istituzione del Premio Strega Giovani e del Premio Strega Ragazze e Ragazzi, portando la narrativa contemporanea verso i lettori di ogni età. Non dimenticheremo mai la sua ferma mitezza, la non comune capacità di ascolto e la sua ironia.

Domani 6 gennaio, dalle ore 10 alle ore 18 sarà allestita la camera ardente nell’Aula 1 della Facoltà di Lettere della Sapienza. La cerimonia di commiato avrà luogo sabato alle 10,30.

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Immagine testata: Premio Strega Ragazze e Ragazzi

Scelte le cinquine finaliste
La premiazione del vincitore alla Fiera del libro per ragazzi di Bologna 2017.

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#lastoriadelloStrega #BibliotecaBellonci #PremioStrega 1963 Natalia Ginzburg
"Lessico famigliare", Giulio Einaudi Editore

Lessico famigliare è il libro di Natalia Ginzburg che ha avuto maggiori e più duraturi riflessi nella critica e nei lettori. La chiave di questo straordinario romanzo è delineata già nel titolo. Famigliare, perché racconta la storia di una famiglia ebrea e antifascista, i Levi, a Torino tra gli anni Trenta e i Cinquanta del Novecento. E Lessico perché le strade della memoria passano attraverso il ricordo di frasi, modi di dire, espressioni gergali. «Il racconto nasce dal vero, non dall’immaginazione. È un insieme di ricordi promossi dal sopravvivere nella memoria delle parole ripetute in famiglia, buttate là senza pensarci dai fratelli più grandi e dai genitori, frasi e parole futili e senza peso, che di solito si perdono col tempo e si dimenticano una volta diventati adulti e usciti di casa. La fedeltà e l’amore per queste parole… sollecitano nell’autrice dei ricordi che non sanno morire, ricordi vivaci, tenaci, che generano per via di associazioni involontarie una storia, un disegno, o, se si preferisce, un romanzo dove si affollano persone e destini diversi…» Cesare Garboli

Natalia Ginzburg (1916 – 1991). Formatasi nell’ambiente degli intellettuali antifascisti torinesi, esordì nel 1942 con un racconto lungo, La strada che va in città, uscito, per ragioni razziali, con lo pseudonimo di Alessandra Tornimparte; pubblicò poi altri racconti lunghi (È stato così, 1947; Valentino, seguito da Sagittario, 1957; Le voci della sera, 1961; poi raccolti, con il precedente, in Cinque romanzi brevi, 1964; Famiglia, 1977), alcuni romanzi (Tutti i nostri ieri, 1952; Caro Michele, 1973; La città e la casa, 1984), due volumi fra il saggio e il racconto autobiografico (Le piccole virtù, 1962; Lessico famigliare, 1963) e uno che si colloca invece tra il saggio e il romanzo (La famiglia Manzoni, 1983). Ginzburg scrisse anche per il teatro (Ti ho sposato per allegria, L’inserzione, La segretaria, Paese di mare, ecc.) e pubblicò raccolte di articoli e saggi (Mai devi domandarmi,1970; Vita immaginaria, 1974). Dal 1983 fu deputata della Sinistra indipendente.

premiostrega.it/PS/elenco-dei-vincitori/#1963-natalia-ginzburg
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#rassegnastampa
Ieri su #Robinson un inedito di Zygmunt Bauman sulla fatica e la necessità di ricordare #27gennaio #giornatadellamemoria.
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Tullio De Mauro e Andrea Camilleri, "La lingua batte dove il dente duole", In edicola oggi con la Repubblica.

La prima spinta all'istruzione obbligatoria per tutti è stata una spinta religiosa, venuta dalla Riforma per diffondere la lettura dei testi sacri cristiani. Quando i Padri Pellegrini arrivano sulle coste americane subito si preoccupano di istituire una scuola obbligatoria «per combattere il demonio». È una spinta che purtroppo nel Cinquecento in Italia e Spagna fu bloccata dalla Chiesa cattolica tridentina. Dirà nell'Ottocento il popolano di un sonetto di Belli: «Che ve diceva a la missione er prete? / Li libbri nun so robba da cristiano. / Fiji, pe carità, nun li leggete!».
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Questa mattina, come ormai sapete tutti, ci ha lasciati Tullio De Mauro, presidente della Fondazione Bellonci e del Comitato direttivo del Premio Strega. È stato uno studioso di livello internazionale, autore di saggi fondamentali sulle strutture del linguaggio e sulla storia linguistica degli italiani, oltre che un maestro appassionato per generazioni di studenti universitari. Nelle diverse funzioni assunte lungo una vita straordinariamente operosa – è stato Assessore alla cultura della Regione Lazio, Presidente dell’Istituzione delle Biblioteche di Roma, infine Ministro dell’Istruzione, per ricordare solo i suoi incarichi pubblici – non ha mai fatto mancare il suo impegno per la diffusione della cultura come strumento di partecipazione alla vita civile. In questi ultimi anni dedicati alla Fondazione Bellonci – di cui è stato direttore dal 2007 e presidente dal 2013 – ha curato la realizzazione del "Primo tesoro della lingua letteraria italiana nel Novecento", leggendo nelle pagine degli autori concorrenti allo Strega i cambiamenti linguistici, sociali e culturali del Paese, e ha promosso l’istituzione del Premio Strega Giovani e del Premio Strega Ragazze e Ragazzi, portando la narrativa contemporanea verso i lettori di ogni età. Non dimenticheremo mai la sua ferma mitezza, la non comune capacità di ascolto e la sua ironia.

Domani 6 gennaio, dalle ore 10 alle ore 18, sarà allestita la camera ardente nell'Aula 1 della Facoltà di Lettere della Sapienza. La cerimonia di commiato avrà luogo sabato alle 10,30.
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È morto questa mattina Tullio De Mauro, nostro Presidente. Linguista di fama mondiale, maestro di generazioni di studenti universitari, autore del Grande dizionario italiano dell’uso e della Storia linguistica dell’Italia unita, aveva 84 anni. È stato ministro della pubblica istruzione dal 2000 al 2001. ... See MoreSee Less

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Alessandro Piperno ospite del terzo incontro

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Il vincitore del LXX Premio Strega
La scuola cattolica (Rizzoli) di Edoardo Albinati, con voti 143…

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Rossana Campo si aggiudica l’edizione 2016
È Rossana Campo la vincitrice della terza edizione del Premio

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È Annie Ernaux la vincitrice del Premio Strega Europeo 2016
Con il suo romanzo Gli anni (Les Années, tradotto in Italia da L’orma editore)…

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